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Fatto a Mano e Robotica a confronto

Ötzi lo stile archeologico perfettamente conservato

Ötzi e i suoi oggetti archeo style, patchwork neolitico

(Traduzione e riassunto da “At Home” di Bill Bryson – da pag 527  – Edizione Black Swan Book – 2010 Londra)

Erika ed Helmut Simon incontrano Ötzi

A fine settembre 1991 due escursionisti tedeschi di Norimberga. Erika ed Helmut Simon si stavano facendo strada lungo un ghiacciaio sulle Alpi del Sud Tirolo, in un posto chiamato Tisenjoch sul confine tra Austria e Italia, quando capitarono vicino a un corpo umano che sporgeva dal ghiaccio al bordo del ghiacciaio.

Il corpo dell’uomo di Similau era come cuoio, emaciato ma intatto.

I Simon fecero una deviazione di un paio di miglia fino a un rifugio di montagna abitato, a Similaun, per riferire della loro scoperta. Chiamarono la polizia, ma quando arrivarono, fu subito chiaro che questa non era una faccenda poliziesca, ma per studiosi della preistoria.

Ötzi vestito e ben accessoriato, è un caso eccezionale

Un personaggio di 5.000 anni fa, che si occupava del suo abbigliamento e di quelli che oggi chiamiamo accessori, come borse e scarpe, è decisamente interessante, per noi che indaghiamo gli stili degli oggetti fatti a mano, oggi e fino al tempo più remoto.

Datazione e nome

La successiva datazione al radio carbonio mostrò che l’uomo era vissuto più di 5.000 anni fa. Egli fu subito soprannominato , dal nome della valle più vicina, Oetztall, mentre altri lo chiamarono uomo del ghiaccio IceMan.

IceMan raggiunge il Museo di Bolzano

Dopo le battaglie legali avvenute  fra Austria e Italia per il possesso della mummia, oggi IceMan riposa su una lastra in una stanza refrigerata presso il Museo Archeologico di Bolzano.Qui possiamo vedere il rifacimento della persona, fatto a partire dalle condizioni eccezionalmente buone della sua mummia.

Chi era stato Ötzi

Benestante e ben nutrito, aveva mangiato carne di camoscio e cervo, pane di farro e vegetali.  Veniva dalla valle sottostante. Aveva almeno quarantanni, se non di più,ben portati, visto che dalla valle aveva raggiunto vette di 3.500 metri di altezza.

L’ascia di rame rimane un mistero

Era nelle sue mani con molto anticipo rispetto all’epoca del rame.

Il suo abbigliamento antesignano di un patchwork di pelli e pelliccie, così ben conservato,  incuriosisce ancora oggi:

Gli abiti erano stati fatti con un mix e intarsi di pelli e pelliccie di cervo rosso, orso, camoscio,capra e mucca.  C’era anche un rettangolo di erba intessuta lungo 90 cm,   Indossava calzoni di pelliccia tenuti su da strisce di pelle e attaccate alla cinghia in vita. Portava perfino il perizoma confezionato con pelle di capra. Indossava un copricapo ben fatto, di pelliccia di orso bruno, molto fashion.

Indossava anche degli stivali,  molto efficaci, anche più dei nostri supertecnologici.

Non sono bellissimi, sembravano due nidi d’uccello, poggiati su suole di pelle d’orso.  Un esperto calzaturiero Ceco, Vaklav Patek, volle farne una copia fedele usando esattamente lo stesso design e materiali. Li provò in una camminata in montagna, e scoprì che erano più comodi ed efficaci di qualsiasi stivale moderno. La presa sulle rocce era migliore di quella della gomma, erano comodissimi,  e riparavano perfettamente dal freddo.

Rimane irrisolto il giallo della sua morte

Solo dopo 10 anni dal suo ritrovamento qualcuno si accorse di una testa di freccia infissa nella sua spalla sinistra e del sangue, sui suoi abiti e armi, di quattro persone diverse. Era rimasto  colpito ma aveva combattuto e a sua volta ferito i suoi assalitori. Ma gli aggressori non gli hanno rubato niente, nemmeno la sua preziosa ascia di rame o il suo bel colbacco. Il giallo rimane al momento irrisolto e potremmo fare mille congetture.

L’unica cosa  visibile, riscontrabile e certa

Ötzi era un benestante ben nutrito, ben vestito , e aveva creato un suo stile.

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