HandMade & Robot

Fatto a Mano e Robotica a confronto

COBOT e Rischi per il Partner Umano

Cobot -La Specifica Tecnica sui rischi per i partner umani

COBOT sono chiamati i Robot collaborativi

Adesso ci dicono, per la precisione dicono alle industrie, che, quando le persone, parola ormai desueta, devono lavorare a stretto contatto con il robot, in uno spazio comune, ci possono essere dei rischi. Per chi? Per le persone.

Quando l’umano si rivela indispensabile, corre dei rischi e affronta pericoli

Non è colpa delle macchine, non è colpa dell’umano, ma può succedere e succede quando non sono automatizzabili alcune operazioni, troppo difficili per la macchina ma non per l’umano, o perchè sono necessarie doti di abilità e versatilità esclusivamente umane. 

I rischi sono reali e si parla di lesioni fisiche e contatti più o meno dolorosi.

D’altronde, se non ci fossero dei rischi reali per l’umano, non si sarebbe provveduto a redigere una specifica tecnica in merito Specifica Tecnica ISO/TS 15066.

I gesti dei Cobot possono essere automatizzati, ma quelli umani non del tutto. Ci possono esser gesti imprevisti e imprevedibili del partner umano che deve lavorare a stretto contatto con il Cobot in uno spazio comune delimitato. In poche parole possono avvenire contatti nocivi per gli umani, prodotti da  peso, forza e durezza del Cobot. 

Evidentemente questi metodi ibridi di lavoro sono considerati utili e produttivi, tuttavia svelano una verità talmente inquietante da motivare l’invenzione di un nuovo nome, COBOT.

Viene da chiedersi se i robot collaborativi possono lederci, chissà quelli non collaborativi, e comunque il problema rimane aperto in questa fase di accelerazione delle automatizzazioni produttive.

Ci vien voglia di preferire i SOFT ROBOT-ROBOT MORBIDI come OCTOPUS

Asimov, il profeta dimenticato, risolse in 3 LEGGI il problema

  1. non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Ora, mutatis mutandis…… ma certo Asimov era fantascienza….. e adesso?

La Specifica Tecnica ISO/TS 15066 è dedicata ai requisiti di sicurezza delle modalità collaborative previste dalla Norma Tecnica UNI EN ISO 10218-2:2011 a sua volta armonizzata alla Direttiva Macchine 2006/42/EC.

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